Roma, 22 mag – Prova ne è il fatto che tra le aziende che aumenteranno il budget, sono proprio quelle di piccole dimensioni che punteranno di più, nei prossimi tre anni, sull’innovazione (il 33% lo aumenterà del 20%). “Il dato è rilevante non solo per la sua consistenza (bisogna infatti tenere presente che la grande impresa è arrivata prima a certi risultati), ma! anche per il suo significato di cambio culturale fondamentale da parte della pmi”, sottolinea Angela Perego. Sul fronte della “recettività” dei nuovi sistemi informatici, la ricerca dell’Osservatorio ha evidenziato che questi sono più forti nelle aree dell’amministrazione e controllo, della direzione generale e nelle vendite, mentre il marketing, pur essendo attivo nel recepire questo tipo di novità, risulta poco soddisfatto delle piattaforme in uso. All’interno dell’organizzazione aziendale, nel 64% dei casi la responsabilità della Business Intelligence afferisce ancora all’area IT, tuttavia, anche in questo caso si registra uno spostamento rispetto al recente passato: “L’utilizzatore è sempre più coinvolto e condivide la bontà e la responsabilità del sistema di BI con il responsabile IT. Diventa egli stesso owner dei progetti di BI, certificatore dei dati della sua area e sempre più autoproduttore delle informazioni di cui necessita”. Motivo per cui, tra l! e prime tre necessità individuate dalle aziende per lo sviluppo della BI/BPM, una è proprio la creazione di adeguati competence center, vere e proprie unità organizzative che mettano insieme utenti delle diverse aree aziendali e specialisti dell’Information Technology. Le altre due riguardano il fatto che le linee guida sulla BI debbano giungere dall’alto (fattore indicato come ancora critico nell’89% dei casi) e la necessità di mettere a punto un piano aziendale specifico per la BI e il Bpm (indicato nel 62% dei casi) e un quadro di BI Governance, evitando quindi la diffusione a macchia di leopardo “che ha spesso caratterizzato i sistemi informativi delle imprese negli anni scorsi”, come sottolinea Perego. “La ricerca – conclude Pasini – ha dunque messo in evidenza un elemento fondamentale: i veri fattori di successo della Business Intelligence e del Business Performance Management non risiedono nella tecnologia, ma nelle risorse umane, economiche, di conoscenza e di capacità manageriale che si investono”.