Roma, 22 mag – Il patronato denuncia il fatto che, per ora, “le istituzioni preferiscono dire ciò che ‘non’ faranno”. “C’è bisogno di uno Stato, di amministrazioni pubbliche, di strutture sociali e corpi intermedi organizzati che governino e canalizzino la complessità del XXI secolo in base a una legislazione tanto chiara nella sua progettualità e nei suoi obiettivi, quanto leggera (nel senso della de-burocratizzazione) e aperta invece alla maggiore discrezionalità di chi opera in prima linea. Discrezionalità, ovviamente, controllata a risultato, verificata ma soprattutto vigilata automaticamente, grazie alla compresenza sinergica e plurale di più soggetti anche autonomi: sindacati e organizzazioni datoriali, certo; patronati, volontariato, associazionismo non solo religioso o filantropico; ma anche istituzioni ed enti locali, che però da soli non sono più in grado di confrontarsi con la mobilità del mondo moderno, neppure in ordinamenti statali cento volte più organizzati del nostro. Sono gli scenari che auspichiamo e nei quali siamo sicuri di poter dare contributi utili al benessere della collettività”.
(Sis)