Dotarsi di una strategia per la lotta ai cambiamenti climatici, capace di spingere le fonti rinnovabili e di mettere in sicurezza il territorio attraverso progetti di adattamento nei confronti di fenomeni climatici sempre più impattanti; ridisegnare la fiscalità in chiave ambientale, ridefinendo, per esempio, l’Iva sui prodotti sulla base dei criteri ambientali e sociali, cancellando rendite e privilegi contro l’ambiente, eliminando tutti i sussidi alle fonti fossilie definendo nuove regole di tassazione più trasparenti e chiare per cave, acque minerali, rifiuti. E poi incoraggiare lo sviluppo dell’economia circolare pensando ad un piano di industria 5.0 che aiuti a far decollare su tutto il territorio questo nuovo modello di sviluppo economico. Senza dimenticare che il rilancio del Paese passa anche dalle città attraverso interventi di rigenerazione urbana, riqualificazione del patrimonio edilizio e dello spazio pubblico. Sono alcune delle proposte che Legambiente, in un documento presentato oggi a Roma, chiede alla politica di ‘adottare’ in campagna elettorale per la prossima legislatura, che secondo l’associazione ambientalista dovrebbe finalmente definire un’agenda per le aree urbane per affrontare problemi e criticità urbane, una road map 2030 per la mobilità sostenibile e la lotta all’inquinamento con l’obiettivo di ridurre il parco circolante delle auto per arrivare ad escludere nel 2030 i motori a combustione interna dalla commercializzazione; estendendo il protocollo anti-inquinamento Governo Regioni, oggi attivo solo in pianura Padana, in tutta Italia e modificando le accise sui carburanti in modo proporzionale al contenuto di CO2 emessa al litro, a parità di gettito per lo Stato. Secondo il documento di Legambiente, occorre inoltre cambiare le priorità infrastrutturali, a partire dal trasporto su ferro e dai progetti innovativi di mobilità sostenibile. E in questa prospettiva l’Italia deve svolgere un ruolo da protagonista in Europa per rilanciarne il ruolo nel Mondo, in una dimensione di continente dei diritti, dell’accoglienza e dell’innovazione, e nel Mediterraneo con una visione che permetta di affrontare la grande questione dei migranti, dei diritti delle persone e di un nuovo progetto di cooperazione internazionale che abbia al centro l’acqua, le fonti rinnovabili e i cambiamenti climatici. “Abbiamo deciso di confrontarci su queste idee – dichiara Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente – con tutti gli schieramenti politici e tanti interlocutori economici e sociali perché siamo convinti che oggi, più che mai, l’ambiente rappresenti una grande opportunità per il nostro Paese per scommettere sul futuro. Le nostre proposte puntano a coinvolgere cittadini e imprese, territori e mettono in moto innovazione e ricerca applicata, nuovo lavoro, perché premiano il recupero di materiali e di luoghi muovendo una nuova economia nelle città e nei territori, nelle forme dello sharing. Davvero non esistono ragioni economiche o vincoli di bilancio che possano fermare scelte indispensabili di innovazione e riqualificazione ambientale. Quello che chiediamo alla politica è di avere il coraggio di aggredire gli enormi sprechi, le scelte infrastrutturali sbagliate, l’illegalità e le rendite a danno dell’ambiente che impediscono una corretta gestione delle risorse naturali e dei beni comuni”.
