Zurigo, 26 mag – “Chi non ricorda, nel 2001, la soddisfazione degli emigrati italiani nell’apprendere che nel governo Berlusconi vi era finalmente, per la prima volta nella storia repubblicana, anche un Ministro degli Italiani nel Mondo?”. Se lo domanda Dino Nardi consigliere Cgie e responsabile della Uim in Europa. “Chi non ricorda, nel 2006, gli attacchi all’Unione da parte della Destra, in particolare dei soliti ‘pretoriani’ di Alleanza Nazionale, per il fatto che nel governo Prodi si fosse rinunciato al Ministero degli Italiani nel Mondo per un semplice Vice Ministro in seno al Ministero degli Affari Esteri? Chi non ricorda, solo poco più di un mese fa, appena ufficializzata la vittoria del Centrodestra nelle recenti elezioni politiche, la disputa tra i sostenitori di questo o quel parlamentare, in particolare tra gli eletti all’estero, come futuro Ministro degli Italiani nel Mondo che sicuramente, a loro dire, avrebbe ripristinato il (di nuovo) premier Silvio Berlusconi?”. “Ebbene – spiega – che fine hanno fatto tutti questi strenui difensori degli italiani nel mondo del centrodestra? Non hanno niente da dire visto che il governo Berlusconi non solo non ha ripristinato il tanto glorificato ministero degli Italiani nel Mondo, ma neanche nominato un viceministro, né, addirittura, un sottosegretario del Mae con delega agli italiani nel mondo?. Gli italiani nel mondo sono proprio orfani del governo Berlusconi. Nel frattempo, senza che nel governo vi sia qualcuno preposto a difendere gli interessi degli emigrati, secondo i soliti ben informati, sembra che il Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, sia intenzionato a tagliare i capitoli di spesa del Mae destinati agli italiani nel mondo riducendo da due ad un solo milione di euro il già previsto finanziamento per la 1.a Conferenza nazionale dei giovani italiani nel mondo che dovrebbe tenersi entro la fine di quest’anno. Speriamo che tutto ciò non sia vero poiché significherebbe mettere a rischio l’organizzazione della Conferenza stessa dopo che da un paio di anni il Cgie vi sta ormai investendo tempo e danaro, ma anche deludere mortalmente tutti quei giovani di seconda, terza e quarta generazione che in ogni continente l’associazionismo italiano ed i Comites, con non pochi sforzi, sono riusciti a coinvolgere nel mondo dell’italianità”.
(Cep)