Roma, 27 mag – Si è conclusa la sessione pomeridiana del primo giorno di lavoro dei consiglieri Cgie (Consiglio Generale degli Italiani nel Mondo) e dei rappresentanti delle Associazioni italiane all’estero, convocati alla Farnesina dal segretario generale Cgie Elio Carozza per dibattere sull’Associazionismo degli italiani all’estero. Gli ultimi interventi di rilievo sono stati effettuati dal consigliere Cgie Franco Narducci e dalla presidente della Consulta Emiliano-Romagnoli nel Mondo, Silvia Bartolini, preceduti dal segretario generale Carozza, il quale ha voluto trarre gli elementi fondamentali per la stesura del documento finale che verrà poi presentato al Parlamento e al Senato. Proprio in riferimento all’elaborazione del documento, è probabile che non basti la giornata di domani e che anzi siano necessarie altre tre settimane di collaborazione telematica fra i partecipanti, in modo tale che venga definito nelle migliori condizioni possibili e con la giusta accortezza. Secondo Carozza infatti “il documento, oltre che in Parlamento e in Senato, dovrà essere presentato in una forma limpida che riesca a coinvolgere anche i giovani, veri terminali della causa. Il nostro punto di partenza devono essere le cinque mila associazioni all’estero registrate dalle nostre Regioni, quali ponti essenziali per il giusto rapporto tra Stato e connazionali fuori dai confini italiani”. Alcuni suggerimenti sull’elaborazione del documento sono stati apportati dall’onorevole Franco Narducci il quale, dopo aver ringraziato i presenti per la calorosa accoglienza e auspicato che la riunione porti buoni frutti per il futuro, ha spostato l’attenzione sul processo generazionale che sta attraversando l’associazionismo. “E’ necessario che vengano analizzate criticità e potenzialità del processo affinché l’associazionismo continui per la sua strada in maniera costruttiva”. (SEGUE)