Roma, 4 giu – Progetti, per giunta, che rappresentano un toccasana per il rilancio del sistema-Paese: perchè provengono da una nuova leva di architetti giovani (dai 30 ai 45 al massimo), perchè riguardano opere localizzate su tutto il territorio italiano e non solo (18 al Nord, 9 al Centro, 10 al Sud, altri a Shanghai, Portogallo, Burkina Faso, San Paolo del Brasile, New York, Pechino). Ma soprattutto perchè la maggior parte di essi sono già stati realizzati o sono in corso di realizzazione: fattore importante perchè “i progetti presentati non rappresentano soltanto una sperimentazione estetica ma realizzativa, che punta al processo – spiega Molinari – La dimostrazione che rispettare le regole fissate a Kyoto può diventare anche un business, come è già successo in Germania con l’aumento delle esportazioni dei progetti”. Eccolo allora, il punto nodale dell’iniziativa: sviluppare e ‘sostenere’ un’Italia sostenibile, che unisca lo sforzo etico a quello imprenditoriale per rilanciare il paese. “L’Italia paradossalmente è un grande laboratorio perchè in questo momento ha bisogno di tutto, e l’emergenza può trasformarsi in una risorsa – ribadisce Molinari – Siamo un paese storicamente dalla grande sostenibilità storica, al quale deve aggiungersi una sostenibilità contemporanea”.
(SEGUE)