E’ stato un emozionato Roberto Giachetti ad aprire questa mattina i lavori della XVIII legislatura a Montecitorio. In qualità di Presidente provvisorio della Camera (“non so quanto c’entri il destino, la casualità o, più semplicemente il regolamento, fatto sta che nel preciso istante nel quale finisce il mio mandato di Vicepresidente della Camera, con il seguito di lacrime di gratitudine per l’onore concessomi, inizia quello, che durerà poche ore, in cui sarò Presidente” scriveva ieri su Facebook) ha tenuto un discorso in cui ha citato Marco Pannella e ricordato Aldo Moro, ringraziato il presidente Sergio Mattarella “che nel suo ruolo di garante dell’indipendenza e dell’integrità della Nazione, quotidianamente interpreta con saggezza ed equilibrio il dettato costituzionale” e ricordato la necessità di “ulteriori interventi legislativi” sul tema del tema del femminicidio “che sta divenendo una vera emergenza nel nostro Paese”. “La politica è bella – ha sottolineato Giachetti – facciamo in modo che questa, attraverso il nostro agire quotidiano, smetta di essere un bersaglio e torni a essere percepita come un vero orizzonte di speranza. Perché la politica, che nasce nelle piazze e nelle strade, è qui dentro, in queste istituzioni, che trova il suo pieno compimento”. Poi il via alle votazioni per l’elezione del Presidente. Nella prima, nella seconda, così come nella terza votazione nessun deputato ha conseguito la maggioranza. La prima votazione, a cui hanno partecipato 620 deputati, ha avuto 592 schede bianche e 18 nulle. Nella seconda invece sono state 577 le schede bianche e 6 le nulle. Nella terza, infine, che si è conclusa poco dopo le 20, sono state 569 le schede bianche, nulle 4 . La nuova votazione, la quarta, è in programma domani alle 10.30. “La seduta è sospesa”. (23 mar – Gil)