Roma, 4 giu – A Ouagadougou, capitale del Burkina Faso , uno degli stati più poveri del mondo, è già sorto il “Centre pour le Bien-etre des Femmes”, un centro sociale femminile che rispetta l’identità del luogo, usa le tecniche costruttive locali e limita l’impatto ambientale realizzato dal FARE di Roma. A Braganca, in Portogallo, è nato invece il Museo della scienza viva/CMIA, realizzato dallo studio di Giulia de Appolonia di Brescia, che si pone come elemento di mediazione tra la città e il fiume, ed è al tempo stesso infrastruttura pedonale ed edificio ad alto contenuto civile. A Pechino, su iniziativa di Simone Giostra & Partners Architects, New York, è sorto il “GreenPix – Zero Energy Media Wall”, progetto che applica tecnologia digitale e principi di architettura sostenibile all’involucro dell’entertainment center “Xicui” a Pechino, nel quartiere delle Olimpiadi 2008: si tratta di un esteso schermo a colori a LED integrato con un sistema fotovoltaico. Infine a San Paolo del Brasile la GAP Architetti Associati di Roma ha realizzato lo “Espaco dos Sonhos” (“Spazio dei sogni”), che consiste come detto nella riqualificazione e nell’ampliamento di un centro per bimbi disagiati.
(Sis)