Roma, 3 apr – L’Italia ha una posizione di rilievo nella collaborazione con il satellite RadioAstron dell’Agenzia Spaziale Russa grazie al massiccio appoggio fornito dalle stazioni radioastronomiche INAF di Medicina e Noto. L’antenna in orbita ha un diametro di 10 metri e quando osserva in contemporanea con le antenne da terra permette di ottenere immagini che rivelano dettagli come se avessimo a disposizione una antenna di 350.000 km di diametro, un record nella storia dell’astronomia.
La stazione di Medicina nel 2017 ha effettuato 177 esperimenti con RadioAstron pari a circa 210 ore di osservazione e lo stesso si può dire per l’antenna di Noto. Gabriele Giovannini conclude: “La guida italiana di questo studio non sarebbe stata possibile senza la rilevanza che l’Italia ha in questo campo per meriti scientifici supportati nel campo strumentale dalla elevata qualità delle antenne di Medicina e Noto”.
Proprio Noto dal 14 al 18 maggio ospiterà un congresso internazionale sponsorizzato dalla International Astronomical Union (IAU) a cui parteciperanno oltre 150 ricercatori provenienti da tutti i maggiori enti di ricerca e università internazionali, per presentare e discutere tutti i più recenti risultati su 3C 84 ottenuti con osservazioni radio, ottiche, X e Gamma.
Nel team hanno partecipato altri ricercatori dell’INAF – Istituto di Radioastronomia: Monica Orienti, Marcello Giroletti, Filippo D’Ammando, Rocco Lico e Gabriele Bruni (quest’ultimo anche per INAF – Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali).
I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Nature Astronomy nell’articolo “A wide and collimated radio jet in 3C 84 on a scale of a few hundred gravitational radii”, di G. Giovannini (Dipartimento di Fisica e Astronomia, Università di Bologna / INAF – Istituto di Radioastronomia) et al. (BIG ITALY / red)