Roma, 3 apr – Ha una crescita impetuosa e sin dai suoi primi “vagiti”, captati nella banda radio nel 2003, ha catalizzato l’attenzione dagli astronomi. Oggi un gruppo di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), all’interno di una vasta collaborazione internazionale, ha ottenuto immagini di alta qualità e dettaglio del giovane getto relativistico proveniente dalla sorgente radio nota con la sigla 3C 84, grazie a osservazioni combinate con strumenti a Terra e nello spazio. Si tratta di una potente espulsione di plasma elettromagnetico proveniente da un buco nero supermassiccio al centro di NGC1275, una galassia ellittica gigante che si trova a circa 250 milioni di anni luce da noi, nell’Ammasso di Perseo, identificata con la potente sorgente radio 3C 84.
Buchi neri con una massa pari a diversi miliardi di volte quella del Sole sono presenti al centro delle galassie giganti. Da tempo è noto che da questi enormi buchi neri vengono lanciati getti di plasma con velocità molto vicine a quella della luce, che si estendono oltre le dimensioni della galassia, nello spazio circostante. Come questi getti altamente energetici si formino e quale sia il meccanismo in grado di lanciarli a cosi alta velocità e distanza è tutt’ora un mistero. La difficoltà maggiore è riuscire a ottenere immagini della regione vicina al buco nero, dove si forma il getto, per studiarne le caratteristiche e confrontarle con i modelli teorici ottenuti con i potenti calcolatori oggi a disposizione.
(BIG ITALY / SEGUE)