Milano, 3 apr – Si ritiene che il rapido aumento di luminosità sia dovuto ad un effetto di lente gravitazionale secondario determinato da una piccola concentrazione di massa (probabilmente un’altra stella) nell’ammasso-lente che è transitata davanti ad Icarus. Questo effetto prende il nome di “microlensing” ed è alla base di vari studi che hanno portato alla scoperta di nuove stelle e numerosi pianeti extrasolari. Lo studio della variazione temporale della luminosità di Icarus ha così permesso di confrontare diversi modelli di distribuzione della materia, luminosa e oscura, per l’ammasso di galassie che funge da lente. La scoperta di Icarus, attraverso il lensing gravitazionale, ha aperto una nuova via per lo studio di stelle singole e luminose in galassie lontane. Queste stelle possono aiutare a comprendere più a fondo i fenomeni che governano l’evoluzione stellare. L’imminente lancio del successore di Hubble, il James Webb Space Telescope, permetterà di osservare altre stelle come Icarus e di raccogliere informazioni più dettagliate su stelle lontane, chiarendo, ad esempio, se e quanto esse stiano ruotando.(BIG ITALY / red)