Roma, 6 apr – “Lungi dal voler commentare le sentenze della Magistratura di un paese amico, al quale l’Italia è legata da profondi legami di varia natura, tutto il procedimento giudiziario contro Lula appare ai nostri occhi di osservatori internazionali come assolutamente peculiare e, in ogni caso, evidentemente inserito nel clima sociale, politico ed economico sopra descritto – aggiungono da Liberi e Uguali – I tempi della giustizia brasiliana, che per propria ammissione sono tradizionalmente lenti (e prevedono quattro gradi di giudizio per la definitiva condanna), sono stati invece rapidissimi nel caso dell’ex Presidente, tanto da suscitare fondati sospetti che si voglia impedire la sua candidatura alle prossime elezioni per via giudiziaria. Inoltre, il giudice al quale è stata affidata l’inchiesta, Sergio Moro, (giudice monocratico arbitro del destino giudiziario di un ex Presidente) si è reso protagonista nel corso degli ultimi anni di numerosi episodi che deporrebbero contro la sua idoneità a giudicare: infrazioni alla legge, protagonismo pubblico con interviste su tutti i media, anticipazioni del suo giudizio affidate alla stampa, esplicita prossimità personale e convivialità pubblica con avversari politici dell’ex Presidente. La cosa più preoccupante, in ogni caso, è che la Corte Suprema brasiliana – a suo tempo investita dei “casi” Moro – abbia riconfermato il giudice nella sua funzione, determinando in ampi settori della magistratura e della società profondo disappunto ed una diffusa sensazione di insicurezza giuridica, nonché incertezza del giusto processo. Inoltre, è fortissima l’impressione esterna che le manette, in Brasile, abbiano una colorazione prevalentemente marcata a danno di esponenti del Partito dei lavoratori, laddove è opinione diffusa che la corruzione sia stata un cancro diffuso e addirittura endemico nell’intera società”. (SEGUE / BIG ITALY)