L’escalation della tensione che riguarda la Siria ma che rischia di coinvolgere tutte le principali potenze mondiali in un clima di rinnovata guerra fredda preoccupa anche il (nuovo) parlamento italiano, che chiede al (vecchio) governo di venire a riferire al più presto in aula. E ad assumere un ruolo attivo a livello internazionale per scongiurare una soluzione armata. Succede che, dopo l’attacco chimico di Douma e lo scambio di accuse tra Usa e Russia sulle responsabilità, oggi Donald Trump e Vladimir Putin alzino la voce più del solito: il presidente americano assicura di essere pronto a intervenire militarmente, con dei “missili intelligenti’, contro il regime di Assad, e quello russo risponde con toni non certo più pacati che “li distruggeremo uno ad uno”. E così in Senato scatta il dibattito: per Andrea Marcucci, capogruppo del Pd, “quello che sta accadendo in Siria è inaccettabile e ci obbliga all’azione affinché l’utilizzo delle armi chimiche sui cittadini sia fermata. Sia devono condannare gli autori e i mandanti di tali stragi, per le quali non ci sono giustificazioni”. Molto duro anche Danilo Toninelli, di M5S, per il quale quella in atto in Siria “è una guerra per procura giocata da una parte da Mosca e Teheran, dall’altra da Usa e Arabia Saudita che puntano a rovesciare il governo, ma le vittime sono i poveri cittadini”. Lucio Malan, di Forza Italia, avvisa che “l’evoluzione di questi ultimi giorni deve metterci in ulteriore allerta, la questione dell’attacco chimico va approfondita ma bisogna prendere atto anche del pericolo di un conflitto armato esteso a potenze al di fuori del territorio siriano con conseguenze sugli equilibri dell’intero Mediterraneo”. Per questo “l’Italia deve avere un ruolo in questo momento per evitare mosse affrettate e passi che possano portare a un peggioramento della situazione”. Dura sulle posizioni di Onu ed Unione Europea Loredana De Petris: “La guerra in Siria rappresenta il punto più basso della capacità di intervento dell’Onu, sono stati costantemente negati i più elementari diritti umani. E in questo silenzio assordante colpisce l’assenza dell’Unione Europea”.