Milano, 11 giu – Il cuore batte ritmicamente grazie all’esistenza di uno speciale “motore”: il nodo seno-atriale (NSA) dell’atrio destro, detto “pacemaker naturale”, dove sono localizzate cellule in grado di generare attività elettrica spontanea e ripetitiva. Questa proprietà è intrinseca delle cellule del “pacemaker”: anche se completamente isolate dal resto del cuore, queste cellule si contraggono con un ritmo costante, simile alla normale frequenza cardiaca (circa 70 battiti per minuto). In altre parole, le cellule “pacemaker” del NSA sono in grado di generare potenziali d’azione ripetitivi, e quindi di regolare la frequenza cardiaca. I meccanismi alla base della genesi dell’attività pacemaker sono stati per decenni oggetto di grande interesse nell’ambito della ricerca fisiologica e cardiologica. La ricerca di Dario DiFrancesco ha portato all’identificazione di questi meccanismi. Il principale contributo è rappresentato dalla iniziale scoperta di una corrente ionica (la corrente del “pacemaker”) responsabile della generazione di attività spontanea. Le correnti ioniche che generano l’attività elettrica delle cellule eccitabili (neuroni, cellule muscolari) attraversano la membrana grazie a particolari strutture proteiche, i “canali ionici”. La prima descrizione del canale del “pacemaker” (anche chiamato canale “f”, “funny”, a causa delle sue caratteristiche inusuali) nel NSA cardiaco è il primo fondamentale risultato della ricerca di Di Francesco, ottenuto nel laboratorio di Fisiologia dell’Università di Oxford all’inizio della sua carriera, in collaborazione con il gruppo guidato da Denis Noble. In un lavoro pubblicato su Nature nel 1979 insieme a Hilary Brown e Susan Noble, DiFrancesco descriveva per la prima volta la corrente “funny” (If) e proponeva che questa corrente fosse responsabile della generazione del ritmo spontaneo; inoltre, in questo lavoro veniva anche dimostrato che la corrente If aumenta in presenza di adrenalina, il che spiegava la ben nota accelerazione della frequenza indotta da stimolazione simpatica. (SEGUE)