Roma, 12 giu – Di Girolamo, sembra che si sia iscritto all’Aire, l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero, condizione necessaria per partecipare in quella veste alle elezioni, lo scorso febbraio, dichiarando di essere residente all’estero, fornendo anche l’indirizzo, ma dalle indagini sarebbe emerso che soltanto successivamente, l’8 maggio scorso, Di Girolamo avrebbe chiesto la residenza in Belgio e che quindi si sarebbe presentato alle elezioni senza avere i requisiti richiesti dalla legge. Gli avvocati di Di Girolamo, Carlo Taormina e Giovanni Sabatelli, hanno sottolineato che l’ordinanza sulla quale si dovrà pronunciare il Senato risulta fondata su “elementi controvertibili e frutto di valutazioni solo parziali e non aderenti alla realtà. Ad essi saranno apportati –scrivono Taormina e Sabatelli – i necessari contributi integrativi per dimostrare le buone ragioni del senatore Di Girolamo”. Gli avvocati di Di Girolamo stanno per presentare richiesta di riesame al Tribunale della Libertà di Roma “cui sarà sollecitata immediata decisione per sgombrare con celerità dubbi e perplessità che non giovano al ruolo del senatore Di Girolamo e alla istituzione di appartenenza”. “Il senatore Di Girolamo – fanno notare gli avvocati – comunque ha partecipato alle elezioni politiche, ottenendo forte consenso elettorale, forse da qualcuno non condiviso, nella piena legittimità della sua posizione fondata sulla sua residenza all’estero, i cui dati dimostrativi potranno essere positivamente apprezzati, a fronte delle distorsioni interpretative che risultano dal provvedimento”.
(Epa)