Roma, 18 apr – In Italia bambini, adolescenti e donne rischiano più che in tutti gli altri Paesi europei di subire esclusione sociale e di essere maggiormente esposti al rischio di povertà rispetto ai maschi adulti. A misurare il tasso di inclusione di un Paese è WeWorld Onlus, ong impegnata da quasi vent’anni nella difesa di donne e bambini in Italia e nel Mondo, con il suo annuale WeWorld Index, presentato oggi presso il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e giunto quest’anno alla sua quarta edizione. Nella classifica di quest’anno, l’Italia è fanalino di coda tra i Paesi europei per l’inclusione, perdendo, rispetto agli anni precedenti, ben 9 posizioni: è 27.ma su 171 Paesi mentre era 18.ma su 167 nel 2015; anche rispetto al gruppo del G20 l’Italia è tra i 6 Paesi con la performance peggiore.
La classifica è il risultato della valutazione del progresso di un Paese ottenuto osservando le condizioni di vita dei soggetti più a rischio esclusione, attraverso l’analisi di 17 dimensioni (abitazione, ambiente, lavoro, salute, etc.) e 34 indicatori (scelti tra i più significativi tra quelli analizzati da banche dati internazionali (OMS, UNICEF; Banca Mondiale etc.). Ambiente meno sostenibile, rischio sempre più elevato di essere colpiti da disastri naturali, ma anche violenza di genere e presenza minoritaria delle donne nelle posizioni politicamete rilevanti, sono solo alcune delle dimensioni prese in esame dall’Index per la valutazione dei Paesi europei ed extraeuropei più o meno inclusivi. (PO / SEGUE)