Praga, 19 apr – Pavel Sticha prima di abbandonare la Cecoslovacchia era un fotografo del quotidiano “Svoboda”. A lui si deve un contributo di immagini sulla “Primavera” che inquadrano i protagonisti di quei giorni in momenti cruciali quali la nomina di Dubček a segretario del Partito comunista nel febbraio 1968 e il corteo del primo maggio. In mostra anche i lavori di Sune Jonsson che era giunto in Cecoslovacchia per realizzare un servizio sull’assedio di Praga del 1648, ultimo evento bellico della Guerra dei trent’anni, quando una colonna svedese fu inviata alla conquista di Hradčany; si trovò invece ad assistere all’invasione delle truppe del Patto di Varsavia. Negli scatti di Carlo Leidi e Alfonso Modonesi trovano invece posto gli avvenimenti dei mesi autunnali del 1968 e la vita nei reparti della ČKD, la più grande industria praghese ove si era riunito clandestinamente il congresso del Partito comunista dopo l’invasione. Eloquenti le immagini dei muri e dei balconi di Praga dove con graffiante ironia comparivano scritte contro l’invasione e a sostegno della “Primavera”. Tra gli scatti più significativi, la piazza del Castello la mattina del 28 ottobre 1968, i cittadini che depongono fiori e lumi ai piedi della statua di San Venceslao e la tomba di Jan Palach fotografata nel marzo 1970; un documento raro, quest’ultimo, in quanto pochi mesi dopo la sepoltura scomparirà per mano della polizia. La mostra giunge a Praga, dove resterà aperta con ingresso gratuito fino all’8 giugno, dopo essere stata presentata in Italia a Manzano (Udine), per poi fare tappa al Museo della Fotografia e delle arti visive di Jindrichuv Hradec e a Bratislava. Ha il patrocinio del Ministro della Cultura della Repubblica Ceca. (BIG ITALY / Red)