Raccogliere l’invito del presidente della Camera Roberto Fico, e iniziare al più presto l’esame nelle commissioni speciali di Camera e Senato dei due decreti delega 16 e 17 sulla riforma dell’ordinamento penitenziario, che rischiano altrimenti di andare in scadenza entro la fine dell’estate. E’ l’appello che Francesco Boccia e Gianni Pittella hanno fatto oggi alla Camera, spiegando che “il ministro Orlando ha fatto un ottimo lavoro ed è delittuoso far scadere la delega con la fine dell’estate. Il Pd non intende restare con le mani in mano, non lo abbiamo fatto in Commissione dove abbiamo chiedo un lavoro intenso e adesso chiediamo agli altri gruppi di esserci”. Nelle scorse settimane l’appello del presidente Fico aveva riaperto una riflessione sull’opportunità di inserire i due decreti nel calendario dei lavori delle commissioni speciali insediatisi nelle due Camere in attesa di un governo, andando contro alla richiesta in particolare della Lega che ne aveva chiesto l’esclusione. “Noi avremmo voluto le commissioni straordinarie già un mese fa ma non si è voluto per motivi politici – spiega Boccia in conferenza stampa – Oggi ripartiamo con la proposta di riforma dell’ordinamento penitenziario dall’appello di Fico che ringraziamo, perché ha fatto modo che non venisse accolta la richiesta della lega di tenere fuori la giustizia dalle commissioni speciali. Speriamo sia finito questo balletto, da domani inizierà la quarta consultazione, noi chiediamo che si riparta subito con il lavoro senza limiti. Ci aspettiamo che sia alla Camera che al Senato tutto i gruppi rispondano favorevolmente all’appello di Fico. E’ una riforma di un sistema vecchio 42 anni, di cui si parla solo quando succede qualcosa nelle carceri o dice qualcosa Papa Francesco e la politica puntualmente arrossisce”. Anche secondo Pittella “c’è un chiaro tentativo della Lega di insabbiare questi decreti. perché non farlo discutete in commissione vuol dire mandarli alla morte. Ma si tratta di una grande riforma lungamente attesa e sollecitata dalle istituzioni europee”. In particolare il decreto numero 16 “ha la sua grande novità nel mettere al centro la figura del detenuto come persona portatrice di diritti, ed è un dovere delle istituzioni soddisfarli con il miglioramento della vita carceraria, la socializzazione, l’organizzazione autonoma di spazi comuni, l’accesso a libri e libertà di culto e lavoro retribuito di utilità sociale”. Il decreto numero 17 invece punta alla semplificazione delle procedure con la facilitazione di misure alternative al carcere, la valorizzazione del ruolo della Polizia penitenziaria, il diritto all’assistenza sanitaria.
(Sis)
