Roma, 24 apr – “Hai aiutato Fabo a morire, perché non aiuti Alfie Evans a vivere?”. Chi mi fa questa domanda sembra non cogliere la differenza tra quando una persona è perfettamente in grado di scegliere per se stessa, e quando invece possono solo essere altri a scegliere al posto suo. Per un bambino di pochi anni di età, sono necessariamente i genitori e i medici a scegliere per lui. I casi di contrasto tra genitori e medici sono casi limite, che possono essere valutati solo nel merito, in particolare guardando alla eventuale sofferenza del bambino e alla irreversibilità della patologia. Fare il tifo senza tenere in considerazione questi aspetti è un comportamento superficiale e propagandistico”. Lo scrive su Facebook Marco Cappato, tesoriere dell’associazione Luca Coscioni, imputato nel processo sulla morte di Dj Fabo.
(Sis)