Roma, 26 apr – Alessio Mamo ha vinto il secondo premio nella categoria Volti, foto singole, per lo scatto a Manal, bambina di 11 anni vittima dell’esplosione di un missile a Kirkuk, in Iraq, costretta a indossare una maschera per proteggere il volto dopo un importante intervento ricostruttivo: “Ero per un servizio commissionato da Medici senza frontiere per festeggiare i 10 anni dell’ospedale di Al-Mowasah, ad Amman, allestito in Giordania dalla Ong. Avevo fatto diversi scatti alla bambina, senza maschera, sorridente. Poi l’ho trovata nella sua stanza con la maschera indosso e ho deciso di immortalarla così”.
Secondo tra i Progetti a lungo termine, Fausto Podavini, già premiato nel 2013 per il progetto MiRelLa, nel quale ha seguito per 4 anni una donna accanto al marito affetto da Alzheimer. Questa volta, soggetto del suo reportage sono stati i cambiamenti ambientali e sociali avvenuti in Etiopia dopo la costruzione sul fiume Omo della diga più alta di tutta Africa: “Lungo le sponde del fiume, che sfocia nel Lago Turkana, in Kenya, vivono persone di otto etnie diverse. Fino a prima della creazione della diga Gibe III vivevano in un delicato equilibrio con l’ambiente circostante, facendo affidamento sul corso d’acqua per il sostentamento. Ho voluto portare una testimonianza, e stimolare una riflessione, di come oggi la biodiversità in quel territorio sia diminuita, il livello dell’acqua del lago sia ridotta sensibilmente aggravando l’esistenza della flora ittica, si sia assottigliata l’estensione del terreno fertile; modificazioni che hanno portato a sconvolgimenti anche sociali di quelle popolazioni di cui sembra non interessare a nessuno”.
La mostra World Press Photo 2018 è visitabile al Palazzo delle Esposizioni di Roma (Via Nazionale, 194) dal 27 aprile al 27 maggio, tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle 10 alle 20. Il venerdì e sabato fino alle 22.30. (bur / PO / BIG ITALY )
)