Roma, 30 apr – L’intervento è stato eseguito al Policlinico dai Chirurghi Senologi e dall’equipe della Ostetricia col supporto degli Anestesisti dell’Anestesia e Rianimazione 1 diretta dal Prof. Massimo Girardis e dagli Anestesisti dell’Anestesia e Rianimazione 2, diretta dalla Dottoressa Elisabetta Bertellini. “Abbiamo asportato i noduli e abbiamo utilizzato una tecnica nuova per l’asportazione dei linfonodi sentinella – ha aggiunto il prof. Tazzioli – Di solito per la loro individuazione e prelievo si utilizza un isotopo radioattivo che consente ad un “miniscanner” di rilevarli. In questo caso non volevamo rischiare di sottoporre il feto ad un’eccessiva esposizione al radiofarmaco, così abbiamo utilizzato la linfografia a fluorescenza con verde indocianina. Il Verde Indocianina è un colorante vitale, e non presenta controindicazioni sul nascituro”. Si tratta di iniettare in sede sottocutanea una giusta dose di verde indocianina che, stimolata da una sorgente luminosa a raggi infrarossi, diventa fluorescente formando una traccia luminosa che scorre al di sotto del derma visibile ad occhio nudo. Raggiunta l’ascella dopo 5 minuti, va a concentrarsi nel linfonodo sentinella che diventa fluorescente e facilmente riconoscibile ed asportabile dal Chirurgo. Durante tutto l’intervento al seno il feto e la mamma sono stati costantemente monitorati mediante cardiotocografia. Asportato il tumore, prima di cominciare la seconda fase della terapia, era necessario far nascere il bambino. Per questo motivo, alla 34°settimana di gravidanza, l’equipe dell’Ostetricia e Ginecologia del Policlinico, diretta dal prof. Fabio Facchinetti, ha provveduto a praticare un cesareo alla paziente. Il bambino è nato di 2400 grammi e, dopo un breve soggiorno in Neonatologia diretta dal Prof. Ferrari e poi in Ostetricia, è stato dimesso assieme alla madre. L’intervento di taglio cesareo iterativo è stato eseguito dalla dottoressa Monari in anestesia loco regionale spinale (Dott.ssa Bojardi) e si è svolto senza complicazioni nonostante le numerose aderenze addominali presenti e legate ai 2 pregressi cesarei. Il bambino, assistito dal Dottor Torcetta (Neonatologia), è nato vivo e vitale, con Apgar al 5° minuto di 9. È stato eseguito il milking sul cordone ombelicale prima del clampaggio per favorire il passaggio di sangue dalla madre al feto e ridurre i rischi di anemizzazione neonatale e ittero legati alla prematurità. Le perdite ematiche durante l’intervento sono state scarse e la degenza postoperatoria è stata regolare, con dimissione in terza giornata. È stato necessario inibire farmacologicamente la lattazione per la patologia oncologica mammaria”. (PO / BIG ITALY / SEGUE)