Roma, 3 mag – Al di là di quanto si prospetta nello scenario mediano va ricordato, anche in questa circostanza, come il livello di incertezza associato alle previsioni sulle migrazioni interregionali sia tutt’altro che irrilevante. Nell’ipotesi di massima intensità i trasferimenti di residenza potrebbero mantenersi, pur riducendosi nel tempo, ben sopra il livello delle 300 mila unità annue. All’opposto, questi potrebbero ulteriormente ridursi fino a 216 mila unità annue entro il 2065.
A beneficiare maggiormente dei flussi migratori interni risulterebbe soprattutto la ripartizione del Nord-est, con un saldo di trasferimenti positivo per 473 mila unità nel corso dell’intero orizzonte previsivo (scenario mediano). Peraltro il Nord-est risulta anche la ripartizione che vanterebbe flussi netti positivi nei confronti di tutte le altre ripartizioni prese singolarmente, compresa quella del Nord-ovest. Per quest’ultima ripartizione geografica il bilancio cumulato risulterebbe comunque positivo (458 mila), potendo vantare saldi positivi nei confronti del Centro e del Mezzogiorno. Il Centro registrerebbe a sua volta un saldo netto di +389 mila unità, con flussi netti positivi nei confronti del Mezzogiorno. Negativo, infine, il saldo migratorio interregionale nelle Isole (198 mila individui in meno) e, particolarmente, nel Sud (1,1 milioni in meno), unica ripartizione a registrare flussi netti singolarmente negativi nei confronti delle altre.
(red)