Roma, 30 giu – Premier, briefing, meeting, partnership, trend. Sono molteplici le parole straniere che oggi vengono comunemente, ma non sempre in modo appropriato o necessario, utilizzate nell’uso quotidiano della lingua italiana, parlata e scritta, vuoi perché facilmente sostituibili con una italiana, vuoi per il concetto che esse esprimono, vuoi per la musicalità del suono e dell’espressione. Attraverso un nuovo sondaggio, il sito internet della Società Dante Alighieri – www.ladante.it – vuole scoprire le simpatie o meglio, le antipatie di italiani e non nei confronti di alcuni termini stranieri, offrendo l’opportunità di rispondere al seguente quesito: “Qual è la parola straniera che ritiene più inopportuna nell’uso quotidiano della lingua italiana, scritta o parlata?”.
La scelta, naturalmente, è libera con la possibilità di vedere di volta in volta i risultati parziali dell’indagine. Al momento, con il 18%, è mission la parola considerata più inopportuna, seguita da briefing e weekend (entrambe al 16%), welfare (8%), shampoo, texture (7%), deadline (5%), location, shopping, trend (3%), champion, chef, computer, desk e phon (2%).
(Grm)