Roma, 25 mag – “Le consultazioni per la formazione del nuovo governo hanno già tracciato più di un solco tra gli eletti nella circoscrizione Estero. I rappresentanti del MAIE si sono affrettati a dichiarare il loro voto favorevole mentre i due dell’USEI si sono divisi in favorevole e contrario. E questo ad appena qualche giorno di distanza dalla riunione degli eletti all’estero che ha invocato l’opportunità di un maggiore coordinamento tra le diverse posizioni, sia pure nel rispetto delle scelte politiche e culturali di ognuno”. Così i parlamentari del PD eletti all’estero Laura Garavini, Francesco Giacobbe, Nicola Carè, Francesca La Marca, Angela Schirò, Massimo Ungaro. “Chi sembra avere toccato il cielo con un dito con l’avvicinarsi del governo giallo-verde, che pure sta creando un allarme diffuso a livello internazionale, sembra il MAIE – sottolineano i parlamentari dem -. Sorvoliamo sulla bugia di essere stati all’opposizione di ogni governo, mentre gli atti parlamentari e le agenzie provano che le legislature del MAIE, compresa l’ultima, sono state fifty-fifty, metà in maggioranza e metà all’opposizione, tanto per provarci un po’ con tutti. La folgorazione, comunque, è venuta dalle 12 righe delle 58 pagine complessive che il programma di governo dedica agli italiani all’estero. Trascurando che lo stesso documento, all’intera politica estera del Paese dedica 20 righe di un programma che un istituto di analisi serio come il Cattaneo ha definito sovraccarico di misure securitarie e estremamente vago in politica estera. Gli italiani all’estero, insomma, non come leva strategica della presenza internazionale dell’Italia, ma come pollaio”. (SEGUE)