“Siamo stati riportati, grazie alla totale incapacità e spregiudicatezza di Salvini e Di Maio, nel pieno della tempesta finanziaria. Inevitabile, dopo i continui riferimenti all’uscita dall’euro, gli attacchi al Quirinale, le promesse di spese folli. Il risultato è che adesso i risparmi degli italiani sono a rischio perché è diventato chiaro che una vittoria di Lega e 5 Stelle vuol dire l’uscita dall’euro e dall’Europa”. Così il il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, al Corriere della sera, per il quale “Il rischio vero è che se M55 e Lega non abbassano i toni e non votano la fiducia al governo Cottarelli, sia pure fissando una scadenza a breve della legislatura, il Paese non arrivi in piedi alle elezioni”, elezioni che in questa situazione “saranno come quelle del 1948, definiranno cioè se l’Italia vuole restare in Europa o finire in Africa. Serie A o serie C. Gli italiani non consentiranno che tutto quello che è stato costruito nel Dopoguerra venga distrutto. Noi dobbiamo dare una voce e sostanza a questo fronte di resistenza allo sfascio”, “ci vuole una mobilitazione civica sul territorio che, abbandonando ogni interesse di parte e agenda personale, vada in soccorso della Repubblica. Il mio appello è rivolto anche alle associazioni delle imprese, dell’artigianato, del commercio e ai sindacati”. In questo, il Pd deve “essere promotore del fronte repubblicano per le prossime elezioni”, presentandosi “con un nome, quello del Fronte repubblicano, un simbolo diverso e una lista unica, coinvolgendo tutte quelle forze della società civile e tutti quei movimenti politici che vogliono unirsi per salvare il Paese dal sovranismo anarcoide di Di Maio e Salvini”. (30 mag – red)