Roma, 30 mag – Ricordando le problematiche che si sono verificate a Castelnuovo di Porto durante lo spoglio e i conseguenti ritardi (i risultati definitivi sono arrivati due mesi dopo le elezioni), Schiavone annuncia che dal Comitato di Presidenza è stata fatta una proposta “per ulteriori modifiche del processo elettorale all’estero che dovrebbero permettere che il voto rispetti le prerogative dei cittadini”. Si tratta di “coinvolgere i consiglieri del Cgie nel momento in cui le ambasciate indicano e scelgono la tipografia per la stampa delle schede elettorali”. Secondo il segretario generale del Cgie, “una figura di controllo è necessaria. Ci sono alcuni Paesi, soprattutto quelli di grande emigrazione, che già oggi prevedono la tracciabilità con il codice a barre nella fase di invio e di ritorno al consolato, ma questo non è possibile in tutti i paesi”. La proposta del Cgie è quindi di inserire delle “figure di controllo che possono esprimere pareri”. Ma ci sono altre questioni sul tavolo del Consiglio generale degli italiani all’estero: la diffusione di lingua e cultura, la rete consolare, i frontalieri, le nuove mobilità e le proposte di riforma di Comites e Cgie. Su quest’ultime, Schiavone punta l’attenzione: “C’è la necessità di prendere in considerazione le due proposte” uscite dall’ultima plenaria e, per evitare che la questione cada nel dimenticatoio, il Cgie “invierà i due testi al presidente della Repubblica, per sollecitare sul da farsi”. Il Cgie è inoltre al lavoro sulla definizione di uno statuto dei lavoratori frontalieri, che per ora è “bloccato per ragioni di attualità politica, ma abbiamo la volontà di rilanciare l’iniziativa”.
(SEGUE)