Roma, 3 lug – “Se dovessi provare a caratterizzare il nuovo mondo e la sua civiltà con un unico aggettivo dovrei certamente dire che viviamo in una realtà “complessa”, come l’ha definita Edgar Morin. Per interpretare e governare questa realtà molteplice e “complessa”, serve un pensiero che sia a sua volta “complesso”, un apparato valoriale e culturale di riferimento, un’etica condivisa. E a mio avviso questa etica, per la politica che è chiamata a governare i grandi processi, non può che essere laica, di una laicità intesa come metodo di analisi della realtà e dei suoi fenomeni e non, banalmente, come contrapposizione a religioso”. E’ questo uno dei passaggi significativi dell’intervento di Eugenio Marino, responsabile del coordinamento estero del Partito Democratico, nel corso del convegno conclusivo della settimana del dialogo interculturale tenutosi a Tunisi. “Attraverso una lettura laica dei fenomeni – tutti i fenomeni, anche quelli non religiosi – il tema dell’etica deve essere declinato al dialogo interculturale, alla pace globale in un mondo oggi a serio rischio di distruzione e in cui è divenuta esigenza vitale l’individuazione di obiettivi comuni e condivisi di costruzione del futuro – ha detto Marino, il quale poi ha affrontato la questione del dialogo interculturale all’interno dell’Unione Europea.
(SEGUE)