Roma, 3 lug – “Ma attenzione – ricorda Bucchino – il Decreto n.93 prevede che l’esenzione dall’ICI possa comunque essere riconosciuta agli italiani residenti all’estero nei casi in cui il comune di riferimento abbia assimilato la casa degli italiani residenti all’estero ad abitazione principale con un regolamento già vigente alla data dell’entrata in vigore del Decreto e cioè al 29 maggio. I nostri connazionali quindi dovranno verificare se il comune dove è ubicato il loro immobile abbia emanato una norma regolamentare che li esoneri dal pagamento dell’ICI. Non è inoltre affatto chiaro se i comuni possano o vogliano comunque emanare regolamenti estensivi dell’esenzione dall’ICI a favore dei residenti all’estero anche dopo la data del 29 maggio e con quale effetto (il problema è ovviamente quello relativo ai rimborsi statali ed alle circostanze in cui essi possano essere concessi a fronte di una normativa indeterminata ed incoerente). E’ assolutamente irragionevole ed ingiusto che un provvedimento così importante e di valenza universale sia lasciato all’arbitrio e alla discrezionalità dei singoli comuni che agiranno sulla base dei loro interessi economici, della loro efficienza organizzativa e delle probabilità (scarse) di rimborso da parte dello Stato. Sono quindi del tutto evidenti la disparità di trattamento tra cittadini italiani in Italia ed all’estero e la confusione legislativa ed interpretativa che si sono create in relazione al pagamento dell’imposta comunale sugli immobili. Non mi sembra affatto una dimostrazione di capacità di governo, sensibilità e di attenzione ai diritti e agli interessi dei nostri connazionali da parte del centrodestra”