Roma, 31 mag – “Fenomeno”, spiega Giuseppe De Natale, dirigente di ricerca INGV, “che non si evidenzia dall’elaborazione dei dati dal 2000 a oggi e che quindi escluderebbe, per l’attuale bradisismo, l’ipotesi di iniezione di magma verso la superficie. Dal punto di vista dei dati geofisici l’osservazione più importante, finora trascurata, è che l’andamento del sollevamento dal 2003 a oggi è grosso modo speculare rispetto all’abbassamento registrato dal 1984 al 2003; questo suggerirebbe che lo stesso fenomeno che ha prodotto l’abbassamento oggi stia agendo di nuovo in senso opposto, recuperando una quota vicina a quella raggiunta nel 1984”. Pertanto, anche dal punto di vista dell’evidenza geofisica, “il meccanismo di sollevamento attuale”, continua De Natale, “potrebbe non essere una migrazione di magma verso la superficie, bensì un fenomeno della stessa natura di quello che ha prodotto nel ventennio precedente l’abbassamento del suolo. Inoltre, il magma fisicamente non potrebbe idiscendere nei condotti una volta salito in superficie. Quindi l’abbassamento del suolo dal 1984 al 2003 sarebbe stato prodotto dalla diminuzione della pressione dell’acquifero superficiale, precedentemente rigonfiatosi per l’iniezione di fluidi profondi che hanno amplificato la deformazione prodotta dall’iniezione magmatica”. (BIG ITALY / SEGUE)