Roma, 4 lug – “Ci sono state 181 procedure di infrazione contro l’Italia – afferma Zacchera – ma l’Italia approverà il trattato di Lisbona. E sono convinto che andremo avanti con chi ci sta. E lo farà, poi, anche l’Irlanda quando capirà che l’esclusione dal progetto farà perdere quei contributi che l’Europa versa al Paese che sono molti di più dei contributi che dall’Irlanda arrivano all’Europa. Come sono convinto della necessità di un voto a maggioranza negli organismi europei. Certo – prosegue Zacchera – sembra che a volte l’Europa faccia un po’ apposta a mettersi contro l’Italia. Guardiamo alla vicenda Alitalia, ma anche alla vicenda di Lampedusa che è Europa ma per molto tempo c’è stata disattenzione sul tema dell’immigrazione. Non mi pare che vi sia stata mai una misura europea contro la Libia”. Per Pittella “L’Ue ha garantito stabilità all’Europa, pace ma anche progresso economico e sicurezza. Per affrontare la globalizzazione serve più Europa”. Su temi quali l’energia – prosegue Narducci – mi aspetto una strategia comune e non dei singoli paesi perché potrebbe essere disaggregante”. Del resto, come afferma Zacchera “C’è produzione di energia nucleare in tutta Europa ma non in Italia, e forse ci dovrebbe essere anche interconnessione di rete. Come l’Italia, in termini di ruolo da giocare in Europa, non può dire no all’accesso della Turchia se vuole giocare un ruolo di leadership nell’area del mediterraneo”. Per Pittella, “l’Europa dovrebbe intervenire con una politica comune sul governo dei flussi migratori, sulla riduzione dei prezzi petroliferi, sul potenziamento degli Erasmus per i giovani, sul potenziamento della ricerca, dell’istruzione e delle reti civiche, sulle politiche della sicurezza e della difesa”. Per Mario Mauro “Nell’Unione ci sono 500 milioni di cittadini di cui 50 milioni sono immigrati e altri 12 milioni clandestini. L’Unione Europea deve essere la terra delle garanzie e non della dannazione. Senza una politica comune sull’immigrazione si rischiava di far diventare questi cittadini extraeuropei preda dell’Antistato, Un po’ come succedeva ai nostri immigrati all’inizio del ‘900 che, arrivati negli Stati Uniti, trovavano ad aspettarli la mafia italiana che già era sbarcata lì”.
(SEGUE)