Sulla flat tax è già polemica tra la nuova maggioranza e l’opposizione. A scatenarla sono le parole non di un ministro giallo-verde, ma dell’economista leghista Alberto Bagnai, che ad Agorà in mattinata dà un piccolo annuncio: Mi sembra che ci sia un accordo sul fatto di far partire la flat tax sui redditi di impresa a partire dall’anno prossimo. Il primo anno per le imprese e poi a partire dal secondo anno si prevede di applicarla alle famiglie”. Peccato però, attaccano quasi subito dal Partito democratico, che una tassa ad aliquota fissa per le imprese già esista, sebbene non si chiami flat tax: il primo a farlo notare è Pierluigi Marattin:“Bagnai annuncia la flat tax per le imprese. Che esiste già da decenni (prima si chiamava Irpeg, poi Ires) e l’ha recentemente ridotta il governo di Matteo Renzi (dal 27,5% al 24%). E se si riferiva alle società di persone, pure quella è già flat (si chiama Iri, e l’ha fatta Renzi)”. Non è l’unico, perché vanno all’attacco anche volti come il reggente del Pd Maurizio Martina, per il quale “continua la presa in giro degli italiani da parte di Lega e M5S. Sulle imprese fanno finta di non sapere che abbiamo già fatto noi: Ires (dal 27,5 al 24%) e Iri (al 24% per le Pmi). Basta propaganda”, oppure Maria Elena Boschi, che ironizza: “il Governo del cambiamento ha cambiato idea e la llat tax della Lega non esiste più”. Ma se il Pd attacca, a maggior ragione protesta Forza Italia, che la flat tax ce l’aveva nel programma insieme alla Lega: “Nel nostro programma c’era la sterilizzazione dell’Iva e la FlatTax da subito a un’aliquota, al 23% – tuona Brunetta – Se fanno altro disattendono non solo il loro contratto, ma anche il programma di centrodestra”.Lo stesso Bagnai più tardi torna però alla carica con un tweet: “So come funziona l’Ires” dice, e poi stuzzica: “anche come funzionano le imposte della sinistra che ama i poveri…” citando un articolo di Qui Finanza dello scorso aprile, in cui si dice che la tassa fissa da 100mila euro imposta dalla legge di Bilancio 2017 dal governo uscente per i grandi redditi “è vantaggiosa soprattutto per chi è più benestante”.
(Sis)