Trento, 4 giu – Quattro giorni a Trento per parlare di “Lavoro e tecnologia”. La tredicesima edizione del Festival dell’Economia si è chiusa ieri offrendo nuovi elementi per rispondere alla domanda posta a più riprese durante il Festival: la tecnologia e la robotica ruberanno posti di lavoro o rappresentano delle opportunità da cogliere? “Abbiamo avuto molti stimoli a riguardo anche se poi ci sono opinioni diverse – ha detto ieri Tito Boeri, direttore scientifico del Festival dell’Economia, facendo un bilancio della quattro giorni a Trento al termine della manifestazione – e molte delle tesi più pessimistiche sono state ridimensionate”. Secondo Boeri “ci saranno alcuni lavori che potranno essere ‘spiazzati’ dalle nuove tecnologie, ma ce ne saranno tanti altri di nuovi che nasceranno”. “I dati presentati sull’economia americana sono eloquenti – riflette il presidente dell’Inps -: il 50% dei posti creati negli Usa sono in lavori che non esistevano prima. La tecnologia distrugge alcuni posti ma ne crea altri e ne ha creati di più di quelli che ha distrutto”. La politica è stata – per forza di cose – la grande assente di questo Festival. Il nuovo governo giallo-verde, infatti, si è formato a manifestazione già avviata: troppo tardi per invitare il neoministro dell’Economia Giovanni Tria. “Penso che i politici devono venire al Festival anche per ascoltare e mi auguro che molti di loro abbiano seguito le dirette perché c’è molto da imparare”, ha continuato Boeri. Per quanto riguarda la partecipazione al Festival, “i dati sull’accesso remoto sono molto importanti. Abbiamo superato il numero di accessi dell’anno scorso” come sono stati superati anche “i dati sulle dirette streaming. Il tema e la qualità delle relazioni hanno attratto un pubblico molto vasto”. E ora si inizia a pensare al prossimo anno: “Ci riuniremo la prossima settimana per decidere il tema; abbiamo già iniziato a lavorare su alcuni inviti. Faremo tesoro degli spunti emersi in questa edizione”, ha concluso Boeri. (Sip)