Bologna, 6 giu – Quali sono i prodotti biobased che detengono le maggiori potenzialità di implementazione industriale e sfruttamento commerciale nei prossimi 5-10 anni? È il tema a cui ha lavorato l’Università di Bologna nell’ambito dello studio “Bioeconomy: Support to Policy for Research and Innovation” (BIO-SPRI). Il progetto, coordinato dalla danese COWI, viene presentato oggi a Bruxelles all’interno di una conferenza conclusiva organizzata dalla Commissione Europea – Direttorato Generale Ricerca e Innovazione (EC DG-RTD). Il lavoro di consulenza – detto tender – è stato pensato per fornire supporto diretto alle future decisioni che la Commissione Europea sarà chiamata a prendere sul settore dei prodotti biobased, sia in termini di emanazione di nuove politiche comunitarie, sia per l’individuazione di tematiche di ricerca e innovazione particolarmente rilevanti. Lo studio è unico nel suo genere (l’unico precedente è del 2015, ma riguardava solo i prodotti derivanti dalla piattaforma dello zucchero) e per questo di particolare interesse per i grandi investitori impegnati nel settore. “Siamo stati chiamati ad un compito arduo, sia in termini di mole di lavoro da svolgere in un arco temporale ristretto che per complessità tecnica”- spiega Paola Fabbri, docente Unibo che ha coordinato le attività svolte dal gruppo dell’Alma Mater. “L’unicità del nostro studio è insita nel fatto di aver mappato ogni genere di innovazione nei prodotti biobased, che derivano da ben sette tipologie diverse di biomassa: la lignina, gli oli vegetali ed i grassi animali, le fibre vegetali, la gomma naturale, i terpeni, i polielettroliti naturali ed i rifiuti urbani”. Il lavoro dell’Università di Bologna, durato quattordici mesi, ha coinvolto competenze multidiscliplinari, che hanno spaziato dalle biotecnologie industriali (prof. Fabio Fava e prof. Lorenzo Bertin del Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali), ai processi chimici (prof. Fabrizio Cavani, Dipartimento di Chimica Industriale “Toso Montanari”), ai prodotti chimici e materiali provenienti da fonte rinnovabile (prof. Paola Fabbri, Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali) ed alla bioeconomia (prof. Davide Viaggi, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari). (PO / BIG ITALY / SEGUE)