“Evidentemente alzare garbatamente la voce paga, cosa che l’Italia e il governo italiano non facevano da tempo immemore. Abbiamo aperto un fronte di discussione per una nuova politica dell’immigrazione a livello continentale. Sicuramente non si chiude oggi la partita, ma è un primo e importante segnale che l’Italia non può continuare a sostenere da sola questo peso enorme”: così il ministro dell’Interno Matteo Salvini, in una conferenza organizzata presso la sede della Lega a margine del Consiglio federale, commentando la vicenda della nave Aquarius, accolta ora dalla Spagna per decisione del primo ministro Pedro Samchez. Una vicenda che viene letta dal numero uno del Carroccio come una “prima vittoria: 629 immigrati a bordo della nave Aquarius in direzione Spagna, primo obiettivo raggiunto! Non sta scritto da nessuna parte che gli immigrati debbano sbarcare tutti, e sempre, in Italia. Stiamo facendo di più noi in una settimana che la sinistra in sette anni”. “Nelle ultime ore – spiega Salvini – avevamo dato su mia iniziativa la disponibilità alla nave Aquarius di trasbordare donne e bambini, ma dalla nave non ci avevano risposto. Il problema si è risolto grazie al buon cuore del governo spagnolo, ma evidentemente l’Unione europea non può andare avanti a buon cuore e contiamo oggi su un nuovo inizio”.
35 EURO. Il responsabile del Viminale assicura che “il governo è compatto, alla faccia di chi cercava spaccature tra Lega e 5 Stelle” e spiega che sul tema immigrazione si sta lavorando su due fronti: “Il primo – afferma Salvini – è quello sui costi che i cittadini italiani sostengono per questo esercito di finti profughi, con l’importo dei bandi delle varie prefetture di circa 35 euro cadauno: è una cifra sui cui stiamo lavorando perché voglio che rientri nella media europea. Siccome tutti i Paesi europei spendono di meno, anche noi vedremo di spendere di meno e sono curioso di vedere se tutte queste cooperative e questi solidali per professione, incassando di meno, continueranno a essere generosi, solidali e accoglienti”. L’altro fronte è quello dei tempi di smaltimento delle richieste, che “ad oggi arrivano a tre anni” spiega il ministro dell’Interno, aggiungendo: “Lavoriamo sui costi e sui tempi a garanzia dei rifugiati veri: questo enorme spreco di tempo e di denaro ha come prime vittime i rifugiati veri”. Salvini afferma inoltre che la linea seguita per la nave Aquarius sarà confermata anche in casi simili: “Per me poco cambia che la nave sui chiami Aquarius e batta bandiera di Gibilterra o si chiami Sea Watch 3 e batta bandiera olandese, voglio porre fine a questo traffico di esseri umani che mette a rischio migliaia di vite, quindi come abbiamo sollevato il problema per l’Aquarius lo solleveremo per altre navi che seguiranno”. “Stiamo lavorando sul fronte libico, perché il problema va risolto a monte e non a valle e non escludo una mia prossima presenza in terra di Libia” assicura il ministro dell’Interno, secondo cui “il fatto che Malta se ne freghi è per me inaccettabile, Malta è un Paese membro dell’Unione Europea, ha dei porti sicuri e non è possibile che il governo maltese faccia finta di niente anche quando passano a poche miglia dai porti maltesi”. A chi parla di “schiaffo” all’Italia in seguito alla decisione spagnola, Salvini risponde: “Vorrei averne decine di schiaffi così. Anzi, se il governo francese, inglese, greco, cipriota o finlandese volessero aiutarci, sono pronto a farmi prendere a schiaffi dalla mattina alla sera”.
CONTE E DI MAIO. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, invece, ha convocato per questa sera un vertice con i ministri competenti per affrontare il tema dell’emergenza immigrazione e parla di “svolta importante: da oggi l’Italia non è più sola. Ora continuiamo a lavorare per cambiare davvero il Regolamento di Dublino”. Sulla stessa linea il vicepremier Luigi Di Maio, che sempre su Facebook si augura che “anche gli altri leader europei seguano l’esempio di Sanchez. Questa è la dimostrazione che se si vuole si può fare. Ora speriamo che questo non rimanga un gesto isolato ma che dia il via ad un approccio strutturale. Che deve passare prima di tutto per la modifica del Regolamento di Dublino”. Il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, sottolinea infine che la decisione spagnola è il segno che “un nuovo vento di solidarietà e condivisione che spira in Europa su questa emergenza. Ci siamo insediati da pochi giorni e già la musica sta cambiando”. (Roc – 11 giu)