Monaco di Baviera, 11 lug – Se diamo retta ad un certo tipo di connazionali scopriremo che gli stessi vorrebbero avere un Consolato anche nella propria cittadina di residenza, magari non lontano da casa! Sembra che questi connazionali non si rendano conto che quando paga lo stato in pratica lo fa con soldi nostri. Ed allora cosa fare? Creiamo “ il Consolato del futuro”, telematico, basato soprattutto su adeguati sistemi e tecnologie avanzate, coordinati da persone esperte e non burocrati”. Pierluigi Sotgiu, del Comites di Monaco di Baviera, sulle pagine de ‘L’Italiano’ si inserisce nella questione delle proteste in Svizzera per la chiusura o l’accorpamento di alcuni consolati con un punto di vista particolare, che vede come “inevitabile” il ridimensionamento dei consolati europei. “Sarebbe necessario che da parte del Ministero degli Esteri venisse diramata una circolare informativa per i connazionali, in cui vengono spiegate chiaramente le motivazioni che inducono alla chiusura di varie sedi consolari. Che nell’Europa Unita i Consolati vadano ridimensionati dovrebbe far parte della logica – spiega Sotgiu – altrimenti sono tante le domande che dovremmo porci: Ad esempio: cosa ci sta a fare un Consolato Generale a Nizza, città che dista solo 60 chilometri dall’Italia? Oppure perchè esistono tanti Consolati classificati “generali” e quindi ad alto costo mentre sarebbe possibile avere gli stessi servizi da Viceconsolati o addirittura da Consolati onorari a costo praticamente irrisorio”.
(SEGUE)