Roma, 13 giu – Le variazioni di cittadinanza per paese di nascita, rileva l’Istat nel Bilancio Demografico, delineano un comportamento tipico dei cittadini provenienti da Paesi dell’America latina, con avo italiano, i quali sperimentano un brevissimo periodo di residenza nel nostro Paese, al solo fine di acquisire la cittadinanza “iure sanguinis” presentando le necessarie certificazioni in anagrafe.
Così come per i due anni precedenti, nel 2017 le iscrizioni dall’estero riguardano soprattutto gli uomini (58,2%), contrariamente a quanto avvenuto in tutto il decennio precedente, quando erano in maggioranza donne.
Suddividendo i flussi migratori esteri per cittadinanza, emerge che il bilancio è negativo per gli italiani (-72 mila) e positivo per gli stranieri (+260 mila). Tuttavia, se si analizzano tutte le voci registrate nel movimento anagrafico, si può osservare che molte persone, in particolare straniere, vengono cancellate dall’anagrafe per irreperibilità o per scadenza del permesso di soggiorno. Si tratta di posizioni anagrafiche relative a cittadini stranieri che non sono più nel nostro Paese pur non avendo comunicato l’emigrazione all’estero; queste posizioni vengono quindi cancellate d’ufficio . Anche gli italiani che non comunicano l’emigrazione tramite i consolati italiani all’estero, possono essere cancellati per irreperibilità ordinaria. Dal lato opposto, è bene inserire nel computo, le persone che ricompaiono a seguito di cancellazione per irreperibilità. Sommando agli iscritti dall’estero i ricomparsi, e ai cancellati per l’estero gli irreperibili e gli stranieri ai quali è scaduto il permesso di soggiorno (senza ulteriore domanda di rinnovo) si ottiene una stima del saldo migratorio sensibilmente diversa e pari a +104.638 unità. In tal modo si cerca di correggere la ben nota sottostima delle emigrazioni, dovuta in parte alla mancata comunicazione da parte di coloro che lasciano l’Italia (sia italiani sia stranieri) al comune di residenza.
Distinguendo tra italiani e stranieri, il saldo stimato per i primi risulta ancor più negativo, ammontando a -83.521 contro il dato non stimato pari a -72.190; per gli stranieri il saldo si riduce, passando da oltre 260.520 a 188.159 unità; i cambiamenti più significativi si registrano nelle ripartizioni del Nord.
Secondo questa ipotesi di stima, i tassi migratori si riducono in tutte le ripartizioni, e in particolare in quelle del Nord-est, passando da 3,5 a 1,7. A livello regionale, si registrano sempre valori positivi, con l’eccezione della Valle d’Aosta e della Sicilia. (red)