Roma, 19 giu – Le analisi condotte hanno permesso di individuare residui
microscopici di pesce, in particolare frammenti di scaglie e altri tessuti. “Si
tratta di resti finora mai rivenuti in un calcolo dentale antico – commenta
Emanuela Cristiani – un vero e proprio deposito archeologico che permette di
restituire scenari nuovi relativi alla dieta antica, fino a oggi incentrati
sull’analisi di macro-resti vegetali e animali”. I dati isotopici sul carbonio e
l’azoto, analizzati in combinazione con i dati del calcolo dentale, hanno fatto
emergere il regolare consumo di risorse ittiche marine, dimostrando l’unicità
dell’individuo sepolto presso la grotta di Vlakno rispetto ad altri individui
mesolitici del bacino del Mediterraneo. Inoltre, il ritrovamento nel calcolo
dentale del giovane, di numerosi granuli di amido di graminacee, suggerisce che
piante ricche in carboidrati facessero parte delle abitudini alimentari dei
cacciatori-raccoglitori di quella regione. “I nostri dati – conclude Cristiani –
forniscono una nuova prospettiva sulla dieta degli individui che popolavano la
regione mediterranea 10.000 anni fa, rivelando in modo indiscutibile il ruolo delle
risorse marine durante il Mesolitico”. (BIG ITALY / PO /Com)