Roma, 19 giu – Un team di ricerca internazionale, guidato da Emanuela Cristiani del Dipartimento di Scienze Odontostomatologiche e maxillo-facciali della Sapienza, ha fatto luce sulla dieta degli ultimi cacciatori-raccoglitori del Mediterraneo, rivelando un largo consumo di pesce e piante. I risultati dello studio, condotto nell’ambito del progetto ERC Starting Grant HIDDEN FOODS, con le collaborazioni dell’Università di York (BioArCh), dell’Italian Academy for Advance Studies in America (Columbia University) e dell’Accademia Croata delle Scienze e delle Arti, sono pubblicati sulla rivista Scientific Reports.Il team di ricerca internazionale ha analizzato le tracce conservate nei denti di un giovane individuo sepolto verso la fine dell’VIII millennio a.C e ritrovato nella grotta di Vlakno, sull’Isola di Dugi Otok in Croazia. Nello specifico, per analizzare i resti, i ricercatori hanno applicato un approccio integrato, che ha incluso lo studio dei microfossili intrappolati nella placca dentale mineralizzata, comunemente definita come “calcolo”, l’analisi degli isotopi stabili del carbonio e dell’azoto registrati nelle ossa umane e i dati paleoantropologici. (BIG ITALY / SEGUE)