Roma, 16 lug – Tuttavia nei settori di specializzazione del made in Italy la crescita dei valori unitari ha superato considerevolmente la dinamica dei prezzi – e ciò appare ancora più evidente proprio rispetto ai prezzi delle esportazioni (ultimi dati Istat). dati disponibili sul primo trimestre del 2008 mostrano un ulteriore rallentamento della crescita economica, scesa a un tasso tendenziale dello 0,3 per cento, e degli scambi con l’estero: le importazioni di beni e servizi sono diminuite dell’1 per cento; le esportazioni sono aumentate dello 0,7 per cento. I saldi commerciali dell’Italia sono migliorati con quasi tutte le aree geografiche. In un quadro di debolezza della domanda interna, che ha frenato le importazioni, in particolare dall’Europa, le esportazioni hanno saputo adeguarsi abbastanza bene alle tendenze della congiuntura, crescendo notevolmente verso i paesi emergenti e i paesi produttori di materie prime, la cui capacità d’acquisto è stata innalzata negli ultimi anni dagli aumenti delle loro quotazioni. Le esportazioni italiane in valore sono cresciute a tassi superiori al 20 per cento verso la Russia, il Nordafrica, il Medio Oriente, l’Asia centro-meridionale, l’America Latina e hanno interrotto quasi ovunque la tendenza declinante delle proprie quote di mercato.La crescita delle quantità esportate è risultata particolarmente rapida negli autoveicoli, nelle macchine e nei derivati del petrolio, ma molto contenuta in quasi tutti i settori tradizionali del made in Italy, con cedimenti vistosi nelle calzature, negli elettrodomestici, nelle piastrelle ceramiche e nel tessile-abbigliamento, nonché nei prodotti farmaceutici. Rispetto al 2006, le quote di mercato mondiale delle esportazioni italiane sono aumentate soprattutto nei mezzi di trasporto, nei derivati del petrolio, nell’abbigliamento, nel cuoio e negli articoli da viaggio, ma si sono rafforzate anche nella meccanica. Cedimenti sensibili sono stati subiti nella farmaceutica, negli elettrodomestici e nella carta.
(SEGUE)