Roma, 17 lug – “L’incontro fissato al 21 luglio, per la presentazione della petizione all’attenzione del sottosegretario Mantica, dei deputati eletti alle circoscrizioni estere, dei componenti del Cgie e di alcuni rappresentanti dell’associazionismo, – prosegue Lombardi – servirà per capire gli orientamenti del Governo su tale problema. Non è escluso che ulteriori restrizioni al progetto potrebbero portare ad una fase permanente di discussione”. “Sessanta milioni di italiani all’estero sono un’enorme patrimonio per il nostro Paese – conclude Lombardi – anche a livello economico ed è un’opportunità in cui bisogna credere”. I successivi tre passaggi richiesti dai presenti per la concretizzazione del Museo delle Migrazioni a Roma, secondo quanto promesso, sono dunque: luogo di edificazione, progetto museale e realizzazione. L’intervento di Franco Salvatori, presidente Società Geografica Italiana suggerisce la collaborazione di alcuni dei grandi musei dell’emigrazione italiana presenti nel mondo (tra i quali quello di Ellis Island a New York, il Memorial do Imigrante di San Paolo e il Museo dell’Emigrante della repubblica di San Marino). “C’è un fiorire d’iniziative in tutto il mondo – afferma Salvatori – perché si sente il bisogno di ricordare, conservare e divulgare tutte le storie che hanno reso esemplari i nostri connazionali emigrati all’estero. La realizzazione del Museo – aggiunge Salvatori – deve essere dettato da un bisogno culturale che lo renda visibile agli occhi di tutti, senza che si corra il rischio di cadere in un localismo spinto, ma che si riveli come un ‘evidenziatore’ della storia del nostro Paese”.
(Cld/Sis)