Modena, 21 lug – “La diffusione del sistema ‘induzione+ forno misto’ procede a ritmi serrati – aggiunge Gialdini – con un aumento medio annuo di vendita del 20%”. In Italia è già stato adottato tra gli altri dal centro di produzione pasti di Cattolica, guidato dal celebre chef e food designer Roberto Carcangiu, che serve 200 alberghi della costa romagnola; dalle scuole di cucina IFSE di Torino, Casa Artusi di Forlì, Gambero Rosso a Roma e a Napoli, che hanno acquistato impianti Angelo Po per un ammontare complessivo di 4,5 milioni di euro; dal ristorante sorrentino Don Alfonso, famoso nel mondo. Per quanto riguarda l’estero, nel 2008 gli innovativi sistemi sono stati collocati nelle Hilton Towers di Mumbai (India); nei lussuosi resort Moevenpick di Gaza e Martin Berasategui di Bilbao; nella sede del campione d’Europa di club Manchester United. “Oltre il 50% della nostra produzione va fuori Italia – ricorda Livio Gialdini. – Nel 2007 i ricavi dell’export hanno superato i 53 milioni, in aumento del 14,2% rispetto al 2006. Ci attendiamo una crescita simile anche per il 2008, con oltre 60 milioni di fatturato”. Alla presidenza del gruppo, composto da Angelo Po , Sagi, Enofrigo e Rational Production, siede il nipote del fondatore, Amerigo Po. Con la propria presenza nella prestigiosa vetrina delle Olimpiadi di Pechino, il management punta a rafforzare l’azione espansiva in corso in Cina: un mercato da 150 milioni di euro in cui la Angelo Po, aperta a gennaio una sede a Shanghai con un investimento di 1 milione di euro, si sta inserendo da protagonista. Inoltre, grazie al rapido affermarsi a livello internazionale del sistema di cottura induzione+forno misto, i vertici prevedono di chiudere il 2008 a quota 116.700 milioni, con un ulteriore aumento dell’11%, a fronte di 10 milioni e mezzo di investimenti.
(Pap)