Roma, 29 giu – Il report entra nel dettaglio dello squilibrio tra tasso
d’occupazione maschile e femminile, quest’ultimo strettamente correlato allo
sbilanciamento nella suddivisione del carico familiare tra donne e uomini. La
disponibilità e il costo dei servizi di cura per i bambini, che sono molto
differenziati nelle due aree del Paese, rende poco conveniente lavorare in
presenza di figli a carico, poiché il costo dei servizi sostitutivi può superare
lo stipendio o ridurlo drasticamente. Il tasso d’occupazione femminile più
elevato, come nel 2017, è nella provincia di Bologna dove due terzi delle donne
sono occupate (66,7%), mentre quello più basso si registra a Foggia dove lavorano
meno di un quarto delle donne (23,4%). Tassi d’occupazione femminile superiori al
60% si registrano anche a Bolzano (65,9%) e Firenze (64,3%), mentre poco più di
un quarto della popolazione femminile lavora a Napoli (26,0%). A Caltanissetta
(24,4%), Crotone (24,3%) e Foggia (23,4%) tre donne su quattro, invece, non
lavorano. Il tasso di occupazione maschile è, al contrario, molto più elevato: la
provincia di Bolzano si colloca al vertice della classifica con 8 uomini occupati
su 10 (79,8%), mentre a Reggio Calabria lavora meno della metà della popolazione
maschile (45,5%), seguita da Benevento (48%) e Palermo (49,8%). La ricerca,
nell’analizzare a fondo i dati sull’occupazione e sulla disoccupazione, fornisce
un’analisi molto dettagliata anche sul fenomeno dei giovani con un’età compresa
fra i 15 e i 29 anni che non lavorano, non studiano e non frequentano corsi di
formazione (Neet). Nel 2017 erano 2,1 milioni (1,1 milioni donne e 1 milione di
uomini), in calo di 25 mila unità (-1,1%) rispetto al 2016. La flessione maggiore
si registra nelle regioni del Centro (- 3,4%), rispetto a quelle del Nord (-0,8%)
e del Mezzogiorno (-0,7%). Il tasso di Neet diminuisce di soli 0,2 punti
percentuali rispetto al 2016 (24,3%): il valore di questo indicatore nel
Mezzogiorno (34,4%) è superiore di 14,7 punti percentuali rispetto a quello del
Centro (19,7%) e di 17,7 punti rispetto a quello del Nord (16,7%). (SEGUE)