Roma, 29 giu – Il rapporto analizza, tra le altre cose, il mercato del lavoro
attraverso un “indice sintetico di efficienza e di innovazione (Labour market
efficiency and innovation index)” e stila una graduatoria anche delle province
italiane in base al loro livello di competitività occupazionale, derivato da cinque
indicatori che meglio rappresentano e spiegano la capacità del tessuto economico e
sociale di produrre maggiore e migliore occupazione. Al primo posto si colloca
Bologna, pur non primeggiando in nessuno dei 5 indicatori. Seguita da Trieste,
Monza e Brianza, Milano che nella precedente rilevazione occupava la seconda
posizione e la prima nel 2015 con la quota più alta di occupati che esercitano
professioni altamente qualificate. In coda alla classifica troviamo Crotone. Nel
gruppo delle province meno innovative e competitive sono presenti tre capoluoghi
regionali: Palermo al 90°posto, Reggio di Calabria al 92° e Napoli al 96° posto,
insieme a tutte le province calabresi e alla maggioranza di quelle siciliane. La
provincia di Foggia registra il più elevato gender gap nell’occupazione ed è una
delle cinque province pugliesi con i valori peggiori dell’indice, insieme a
Brindisi, Barletta-Andria-Trani, Taranto e Lecce. Se Prato registra la migliore
performance, quella di Ancona è la peggiore con un crollo al 53° posto e la perdita
di 30 posizioni. (Roc)