Roma, 29 giu – “Guardando indietro al nostro passato e alla nascita della nostra Repubblica – ha poi proseguito il diplomatico italiano – possiamo capire bene che cosa significhi uscire da decenni di dittatura e costruire uno Stato nuovo – e una società nuova – partendo quasi da zero, dovendo inoltre trovare la propria collocazione nella comunità delle Nazioni e ricostituire l’armonia tra gruppi sociali, etnici e religiosi. È con questo spirito che abbiamo continuato a offrire il nostro sostegno attraverso una serie di iniziative concrete: per esigenze di sintesi mi limito a ricordare le azioni a sostegno del processo di pace quali il dialogo politico e il contributo di tre milioni di Euro al Joint Peace Fund, lo stanziamento di sette milioni di Euro per la crisi nello Stato Rakhine nonché gli interventi, erogati attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, a favore della governance delle istituzioni birmane, dello sviluppo rurale nonché del rafforzamento del settore privato, del turismo e della valorizzazione del patrimonio culturale del Myanmar”. (Ema).