Roma, 4 lug – La relazione di Boeri si è concentrata poi sulla Fornero: “Siamo così sicuri che tornando indietro accontenteremmo coloro che oggi a parole chiedono l’abrogazione della legge Fornero?” si chiede il numero uno dell’Inps, esprimendo parere contrario sull’abolizione della riforma pensionistica del 2011 (“Secondo le nostre stime, quota 100 pura costa fino a 20 miliardi all’anno”) sottolineando tuttavia che “possiamo permetterci una maggiore flessibilità di quella consentita dalla riforma Fornero quanto alle scelte di pensionamento”. “Non esistono pensioni d’oro, d’argento o di bronzo. Le pensioni oggi erogate sono la combinazione di tre elementi: la pensione contributiva, quella assistenziale e quella di privilegio” spiega Boeri, toccando un altro dei punti “caldi” dell’attività di governo. La pensione di privilegio, sottolinea Boeri, “viene in genere stabilita in modo arbitrario dal decisore politico a vantaggio di alcune specifiche categorie di persone, tra cui in passato i politici medesimi. Data la sua arbitrarietà, è fondamentale che questa componente delle pensioni sia del tutto trasparente”. Valutando gli altri provvedimenti nell’agenda del governo, inoltre, Boeri dice sì al salario minimo (che ha il “doppio vantaggio di favorire il decentramento della contrattazione e ridurre la povertà fra chi lavora”) mentre si dice contrario a reintrodurre le causali nei contratti a termine, in quanto “l’esperienza passata dimostra che comportano un forte appesantimento burocratico, scoraggiando la creazione di lavoro soprattutto nelle piccole imprese”. (SEGUE)