(4 luglio 2018) La Germania rafforzerà i controlli sul flusso migratorio di secondo livello lungo il confine con l’Austria. L’Austria farà la stessa cosa rafforzando i controlli al Brennero, non facendo transitare più nessuno che provenga dall’Italia e rinviando in Italia i rifugiati di secondo livello respinti dalla Germania. L’Ungheria, la Slovacchia, la Repubblica Ceca e la Polonia rafforzeranno le barriere di filo spinato lungo i rispettivi confini. La Francia terrà sbarrato il varco di Ventimiglia.
Questo è, per ora, il risultato disastroso della nuova politica europea dettata all’Italia da Salvini. Un bilancio che potrebbe aggravarsi se la Libia decidesse di riaprire i suoi moli a chi desidera andarsene. Il nostro interesse era esattamente l’opposto: difendere Schengen e le frontiere aperte, riformare Dublino, dividendo con i partner della Ue i doveri dell’accoglienza. Abbiamo scelto la scorciatoia del nazionalismo, sdoganando quello degli altri.
Lo abbiamo fatto sulla pelle di alcune migliaia di disgraziati, accettando che nell’ultimo mese (secondo le cifre fornite dall’Organizzazione internazionale delle migrazioni e dall’Alto commissariato per i rifugiati dell’Onu) affogasse nel Mediterraneo il 9% di coloro che erano partiti dalla Libia per attraversarlo.