Roma, 5 lug – Centinaio sottolinea inoltre che “in Italia il 28% del reddito degli agricoltori deriva dal sostegno della Pac. Di conseguenza, se gli incentivi finanziari diminuissero, ciò porterebbe inevitabilmente a una preoccupante fuoriuscita di aziende dal circuito produttivo, con effetti negativi sull’ambiente a causa dell’abbandono, e sulla struttura sociale della società, soprattutto nelle aree più fragili. Una Pac che guarda al futuro, si deve inoltre porre il problema di come garantire i consumatori, desiderosi di cibo di qualità, di sostenibilità e di sicurezza alimentare, tutti aspetti messi sempre più in discussione dalla globalizzazione e dalle aperture, talora indiscriminate, dei mercati mondiali”. Tra gli obiettivi prioritari delle politiche agricole c’è inoltre la promozione del made in Italy agroalimentare che “nel suo complesso rappresenta uno dei motori dell’economia nazionale, attivando a livello di sistema circa il 17% del Pil nazionale. L’export rappresenta una voce fondamentale: nel 2017 si sono registrati 41 miliardi di euro di vendite all’estero. A livello occupazionale parliamo di oltre 800mila lavoratori solo nel settore primario. In agricoltura si contano oltre 70mila aziende condotte da under 40”. “Per promuovere e valorizzare il Made in Italy – continua Centinaio – si intende lavorare su un approccio sistemico, che enfatizzi i punti di forza dell’agroalimentare italiano: ricchezza di biodiversità, tradizione enogastronomica, patrimonio paesaggistico e culturale, capacità di innovare e di produrre cibi e vini unici al mondo. Questa è l’Italia. Questa eccellenza nasce dal cuore agricolo del nostro Paese e questo cuore noi vogliamo proteggere fino in fondo”. (BIG ITALY / SEGUE)