Roma, 6 lug – Difendere il confine marittimo del Paese attraverso un’efficace azione di contrasto del narcotraffico perpetrato via mare, prima che i carichi di droga giungano a destinazione e si parcellizzino nelle piazze di spaccio, può ragionevolmente tradursi in una sorta di difesa “avanzata” degli ambiti territoriali nazionali e dell’intera Unione Europea. In questa prospettiva, la D.C.S.A. si è resa promotrice di alcune iniziative progettuali riguardanti, tra l’altro: l’ideazione di particolari sigilli elettronici da applicare ai container commerciali, in sostituzione di quelli di corrente utilizzo, per garantire l’integrità del carico e segnalare, via web, effrazioni finalizzate all’occultamento dello stupefacente; la caratterizzazione ed il profiling delle sostanze stupefacenti sottoposte a sequestro (eroina, cocaina e derivati della cannabis) per accrescere il livello delle conoscenze sui luoghi di produzione degli stupefacenti, sui flussi e sulle modalità di stoccaggio nelle aree di destinazione e transito. L’iniziativa – affidata per la parte relativa alla chimica forense al Laboratorio Energia Nucleare Applicata dall’Università di Pavia (L.E.N.A.) – si avvale anche delle Università “La Sapienza” e “Cattolica del Sacro Cuore” di Roma ed è svolta in collaborazione con la Direzione Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo. La predisposizione di Memorandum operativi volti a rafforzare la collaborazione di polizia con i Paesi maggiormente interessati dalle principali rotte del narcotraffico al fine di promuovere la pianificazione di iniziative investigative congiunte, ricorrendo, ove possibile, alle cosiddette “operazioni speciali”; l’apertura di un nuovo Ufficio di Esperto per la Sicurezza presso le Organizzazioni Internazionali a Vienna, in considerazione dello specifico ruolo esercitato dall’Ufficio delle Nazioni Unite per la droga e il crimine (UNODC) nel contrasto al narcotraffico, sia per le importanti progettualità che, nel tempo, hanno determinato la crescente esigenza di una presenza costante in quella sede di un referente della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga. (SEGUE)