Roma, 6 lug – Diminuisce la violenza sulle donne, ma ne aumenta la gravità rimanendo invece stabile la violenza estrema. Emergono importanti segnali di miglioramento: sono infatti in calo sia la quota di donne che hanno subito violenza fisica o sessuale da partner e ex partner, sia la quota di donne che hanno subito violenza fisica o sessuale dai non partner. Restano però stabili la quota di donne vittime di violenza estrema (stupri e tentati stupri) e quella relativa alle forme più efferate di violenza (uso o minaccia di usare una pistola o un coltello). Le violenze risultano inoltre mediamente più gravi: aumentano quelle che hanno causato ferite cosi come risultano in crescita la quota di donne che affermano di aver temuto per la propria vita.
I dati più recenti indicano che la quota di tempo giornaliero dedicato dalle donne al lavoro domestico e di cura non retribuiti è circa 2,6 volte quello degli uomini, era più del triplo nel biennio 2002-2003. Nonostante questo miglioramento, nel 2013-2014 l’Italia presentava il divario di genere più elevato fra tutti i paesi europei con dati disponibili.
Nel 2017 il rapporto tra il tasso di occupazione delle donne di 25-49 anni con figli in età prescolare e il tasso di quelle senza figli continua ad essere basso, benché sia migliorato negli anni.
In Italia è in crescita la presenza delle donne nel Parlamento nazionale e nelle società quotate in borsa e, seppure in misura minore, negli organi decisionali e nei consigli regionali. Ma la presenza delle donne nei luoghi decisionali, economici e politici continua a rimanere bassa: un terzo nel Parlamento nazionale e nelle società quotate in borsa, un quinto nei consigli regionali e meno di un quinto negli organi decisionali (Autorità della privacy, Agcom, Autorità della concorrenza e del mercato, Corte Costituzionale, Consiglio Superiore della Magistratura, Ambasciatori, Consob).
Il tasso di ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza è in continua diminuzione nel tempo. Dall’inizio degli anni Ottanta fino alla metà degli anni Novanta il calo è stato rilevante e regolare raggiungendo il valore del 9 per mille, attorno al quale il fenomeno si è assestato fino al 2005, per poi ridiscendere con meno intensità fino ai livelli attuali. (red)