Roma, 9 lug – Studiare questa “ragnatela cosmica” è particolarmente complicato anche perché ci sono componenti fondamentali dell’universo – la materia oscura e l’energia oscura – di cui ancora ignoriamo le proprietà. La materia ordinaria di cui i pianeti e le stelle sono composti è infatti appena il 5% del totale di massa ed energia dell’universo.
“Lo spazio intorno ad un ammasso – dice ancora Mauro Sereno – include i filamenti, gli ammassi vicini e la materia in accrescimento che si sta legando gravitazionalmente all’ammasso centrale. La densità misurata intorno all’ammasso PSZ2 G099.86+58.45 è circa sei volte maggiore della media”.
I ricercatori sono riusciti a rilevare l’alta densità di materia di questo ammasso grazie ad un effetto noto come “lente gravitazionale”, legato alla capacità della forza di gravità di deviare la luce e creare così distorsioni nell’immagine degli oggetti celesti che osserviamo. In questo caso, quindi, la luce prodotta dalle galassie che si trovano dietro all’ammasso studiato viene deviata e amplificata dal suo campo gravitazionale. Analizzando la forma di oltre 150.000 galassie, il gruppo di ricerca è così riuscito a calcolare la grande concentrazione di materia che si trova intorno all’ammasso stesso.
Lo studio è stato pubblicato su Nature Astronomy con il titolo “Gravitational lensing detection of an extremely dense environment around a galaxy cluster”. A realizzarlo è stato un gruppo di ricerca guidato da Mauro Sereno, ricercatore del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Bologna e presso l’INAF – Osservatorio di Astrofisica e Scienza dello Spazio (OAS) di Bologna. Gli altri ricercatori arrivano da INAF-OAS (Stefano Ettori), Università di Bologna e Sezione INFN di Bologna (Carlo Giocoli, Federico Marulli, Lauro Moscardini, Alfonso Veropalumbo), Università di Napoli Federico II e Sezione INFN di Napoli (Giovanni Covone) e da alcuni istituti spagnoli (Rafael Barrena, Antonio Ferragamo, Luca Izzo, Alina Streblyanska).
(BIG ITALY / PO / red)